Quanto costerebbe la benzina senza le tasse?


Articolo di qualche mese fa, ma vista la situazione attuale, eccolo alla ribalta e noi di Settorelavoro.net ve lo proponiamo (sul problema della benzina, non se ne può più di questi aumenti): E’ di questi giorni l’annuncio di un ulteriore aumento delle “accise” sui carburanti deciso dall’Agenzia delle Dogane per far fronte alle recenti inondazioni che hanno colpito Liguria e Toscana e che hanno portato il Governo a dichiarare lo “stato di emergenza”. La tassa, che resterà in vigore fino al 31 dicembre prossimo, prevede un aumento di 8,9 Euro ogni mille litri di benzina e gasolio acquistati e, nella pratica, si traduce con un aumento alla pompa di 1 – 1,1 centesimi al litro. Ma come funziona la tassazione italiana sui carburanti? Oltre all’IVA del 21% sono infatti comprese non poche tasse “extra” che nel corso dei decenni si sono sommate per coprire i costi di svariate “emergenze”: guerre, inondazioni, terremoti e crisi varie. La storia inizia nel lontanissimo 1935, quando il Regime Fascista decise di scatenare la guerra per la conquista dell’Etiopia. Per far fronte alle sanzioni comminate per questo atto dalla Società delle Nazioni, il Governo decise di introdurre una tassa di 1,9 lire per ogni litro di carburante acquistato.
Nel corso degli anni si è ricorso molte altre volte a tale strumento, con questa cronologia degli eventi più importanti:


0,007 Euro per la crisi di Suez del 1956
0,005 Euro per il disastro del Vajont del 1963
0,005 Euro per l’alluvione di Firenze del 1966
0,005 Euro per il terremoto del Belice del 1968
0,051 Euro per il terremoto del Friuli del 1976
0,039 Euro per il terremoto dell’Irpinia del 1980
0,106 Euro per la guerra del Libano del 1983
0,011 Euro per il finanziamento della missione UNMIBH in Bosnia Erzegovina del 1996
0,020 Euro per il rinnovo del contratto degli “autoferrotranvieri” del 2004
0,005 Euro per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005
0,007 Euro per il finanziamento alla cultura nel 2011
0.040 Euro per far fronte all’emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011


E ad emergenza rientrata? Ovvio: non si tocca nulla, gli aumenti restano e gli automobilisti di oggi continuano a pagare le “crisi” di oltre 50 anni di Storia. Alla fine la somma di tutte le accise ci costa 0,6221 Euro in più per ogni litro di benzina e 0,4811 Euro per ogni litro di gasolio. Considerando un prezzo alla pompa di circa 1,64 Euro/litro e togliendo l’IVA del 21%, si scopre che un litro di “verde” costerebbe, senza l’intervento dello Stato, soli 0,733 Euro/litro. (Fonte: Emiliano Caretti – it.cars.yahoo.com).