Controllo email possibile da parte dei datori di lavoro in determinate condizioni


La Cassazione dà il via libera al controllo delle email da parte dei datori di lavoro per indagini, se confermati i sospetti si può procedere al licenziamento per giusta causa. La privacy sul lavoro subisce un duro colpo, siamo sempre stati abituati a pensare che il controllo del lavoratore da parte dell’azienda per quanto riguarda l’utilizzo della posta elettronica e degli accessi a Internet, non fosse consentito consentito in base al Codice della Privacy e all’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori, ma ora le cose sembrano cambiare.


La Cassazione conferma che:
“se emergono fatti tali da raccomandare l’avvio di una indagine retrospettiva il datore di lavoro è autorizzato a verificare la corretta esecuzione della prestazione anche accedendo alle email inviate e ricevute dal dipendente“. La sentenza della Corte di cassazione che ha stravolto tutte le logiche a cui eravamo abituati è la n. 2722/2012, la sentenza riguarda il caso di un alto funzionario di banca che aveva divulgato informazioni protette per email, il datore di lavoro dopo indagini svolte tramite il controllo delle Email inviate ha licenziato per giusta causa il lavoratore.


La verifica delle Email e della navigazione internet non può ancora essere utilizzata dal datore di come arma per incutere “terrore”, ma in casi dove “è particolarmente lesivo l’elemento fiduciario”, si possono ottenere delle proroghe per verificare delle enormi mancanze da parte del dipendente. Ricordiamo che il raporto IT delle aziende può monitorare l’utilizzo della banda, ma non può divulgare i dati per “singolo utilizzo”. (Fonte: Stefano – hi-tech.leonardo.it).