Il 13% dei dirigenti ha partecipato almeno a un’iniziativa formativa nel 2010. Sette dirigenti su dieci sono laureati, il 16% ha una specializzazione. Le figure manageriali sono quelle con maggior grado di scolarizzazione, si nota dallo studio sulla formazione dei manager. Abbiamo notato che 7 dirigenti su 10 possiedono un titolo di laurea o superiore e quasi il 16% ha acquisito una specializzazione post-laurea (compresi master di 1° e 2° livello) o un dottorato di ricerca. Nel contesto, in un solo anno diminuiscono di 8439 unità i dirigenti con basso titolo di scolarità (cioè con licenza media e diploma di scuola superiore), che rappresentano più di un quinto (22,1%) dei dirigenti che tra il 2009 e il 2010 sono usciti dal mercato del lavoro.
Il basso livello di scolarizzazione sembra costituire un anello debole nell’adattamento di questa tipologia di lavoratori ai mutamenti nelle imprese, così come lo è anche per le altre fasce professionali. Restano invece immutate, nel biennio 2009/2010, le ripartizioni dei quadri per titolo di studio. Le elaborazioni dei dati Istat 2009 e 2010 dimostrano che le figure apicali all’interno delle imprese e delle organizzazioni in genere, fruiscono più facilmente della formazione in quanto figure chiave dei processi di innovazione. Ad una media nazionale nel 2010 il 3,1% di formati, i dirigenti che hanno partecipato ad almeno un’iniziativa formativa sono rispettivamente pari al 13% e all’11,5% delle relative categorie professionali.
Nello stesso range di punteggio si trovano anche i liberi professionisti al 12%. Tale categoria assolve frequentemente a ruoli rilevanti nella vita delle imprese, essendo stati esternalizzati diversi ambiti di competenza una volta presenti in strutture interne. Tutto questo risulta essere tanto più vero nelle aree produttive contraddistinte dalla presenza di imprese di minori dimensioni. Il dato sulla loro partecipazione alla formazione è da considerarsi come rilevante nei processi di crescita dei territori e delle imprese.

























